L'inventore - Sax Academy

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Il Saxofono
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a cura del M° Mario Marzi

Il 6 novembre 1814 nasce a Dinant, Belgio, Antoine-Joseph Sax, per tutti Adolphe, ovvero l’inventore del saxofono! Charles-Joseph Sax, padre di Adolphe, è un valido costruttore di strumenti che rifornisce di legni e di ottoni le orchestre e le bande della regione e Adolphe a dodici anni è già in grado di lavorare stabilmente nell’azienda del padre riuscendo addirittura a costruirsi da solo un clarinetto, a partire dalla scelta del legno. Oltre all’esuberanza creativa dimostrata fin da subito nella Maison Sax, Adolphe si dedica anche allo studio del clarinetto e del flauto traverso con ottimi risultati.

I primi modelli progettati da Adolphe all’età di sedici anni sono dei prototipi di clarinetti in avorio e alcuni flauti perfezionati nella meccanica. In quegli anni il Belgio si rende indipendente dall’Olanda e nel 1835 a Bruxelles si celebra la nuova nazione con un’esposizione internazionale, durante la quale Adolphe presenta un suo modello di clarinetto basso. A quel punto il giovane Sax comincia ad acquistare una certa notorietà nell’ambiente belga, tanto da riuscire addirittura ad ottenere l’appalto per la fornitura degli strumenti per le bande e fanfare militari del neonato esercito.

Arriviamo così al 1841, un anno che si dimostrerà davvero importante per lui, infatti ell’esposizione di Bruxelles di quell’anno Adolphe presenta il suo “progetto segreto”, un nuovo strumento nato dai suoi numerosi studi ed esperimenti che prevede un bocchino ad ancia semplice e un sistema di chiavi mutuato dai legni, ma con una forma conica del canneggio tipica degli ottoni. Uno strumento il cui timbro e la cui estensione sono in grado di coprire il gap esistente fra le famiglie dei legni e degli ottoni e con una capacità dinamica e un volume sonoro tali da consentire un utilizzo al meglio nelle bande militari. Si tratta di un saxofono basso in ottone, con un’estensione di ben tre ottave!

Certo, ancora non è perfetto, ci sono problemi soprattutto nel registro acuto, ma Adolphe, volendo assolutamente sondare le reazioni del pubblico, decide di farne sentire il suono, senza però svelarne le fattezze per evitare di venir plagiato, visto che ancora non ha brevettato il suo prototipo. Adolphe si esibisce quindi suonando il suo strumento dietro un tendone, suscitando un interesse e ammirazione tali da procurargli la medaglia d’argento... che però non accetta, ritenendo di meritare quella d’oro, conferita peraltro al padre!

Non mancano certo le critiche al nuovo strumento, anzi c’è perfino chi sostiene che Adolphe abbia reinterpretato il batyphone, una specie di clarinetto basso inventato qualche anno prima da un certo Wieprecht, così l’orgoglioso Adolphe, decide di aspettare ben cinque anni prima di brevettare il suo strumento, sfidando chiunque riesca a costruirne uno simile.

Ormai stanco dell’ostilità e dell’invidia dei connazionali, Adolphe nel 1842 decide di trasferire in Francia la propria attività, dove troverà l’appoggio di musicisti celebri, fra cui Hector Berlioz che apprezzerà non poco il saxofono, elogiandolo così in un suo articolo “Il suono del saxofono è di tale natura che non conosco altro strumento, attualmente in uso, capace di essere a lui comparato. Suono pieno, morbido, vibrante, di forza enorme e suscettibile di essere dolce...” (Mario Marzi Il saxofono, Zecchini Editore).

Nel 1843 Adolphe organizza un concerto alla presenza di personalità rilevanti del mondo musicale parigino, ed egli stesso si esibisce suonando il suo strumento per pubblicizzarne l’imminente produzione nel suo laboratorio; l’anno seguente terrà anche un concerto alla presenza del Re, suonando il suo saxofono basso in un brano di Berlioz. Forte delle critiche positive ottenute, Sax si lancia nell’impresa di creare diverse famiglie di saxofoni, in Mi♭e in Si♭per le bande militari, mentre per le orchestre opterà per un taglio in Do e in Fa.

La caratteristica principale è quella di avere la stessa diteggiatura per tutti gli strumenti della famiglia, in modo da poter facilmente passare da uno strumento all’altro... e non è poco! Nel 1845 Sax riesce ad ottenere un importante contratto per la fornitura dei suoi strumenti all’esercito francese ed essendo ormai scaduti i cinque anni concessi ai concorrenti, il 21 marzo 1846 Adolphe Sax brevetta un’intera famiglia composta da sette saxofoni, dal sopranino al contrabbasso. Da qui in poi sarà un continuo susseguirsi di alti e bassi, molti costruttori rivali cercheranno di ostacolarlo, arrivando addirittura a unirsi in un’associazione che aveva come unico scopo il boicottaggio di Sax e delle sue creazioni.

Più volte sull’orlo del fallimento, Sax riesce però spesso a spuntarla, ottenendo nuovi riconoscimenti per i suoi strumenti da musicisti, fra cui Rossini, che lo incoraggiano a proseguire nel suo lavoro.

Talmente era la sua carica inventiva che Sax non si dedicherà solo al mondo musicale, ma alla fine della sua vita (morirà in miseria a Parigi nel 1894) potrà vantare circa una cinquantina di brevetti di vario genere, da un sistema per arieggiare i cappelli delle signore ad una curiosa variante del suo strumento più noto: un saxofono in grado di purificare l’ambiente in cui viene suonato! La fortuna che avrà il saxofono l’abbiamo tutti sotto i nostri occhi, anzi orecchi, a tutt’oggi è uno strumento in continua evoluzione, ha potenzialità timbriche ancora inesplorate e oltre al ben noto utilizzo nel jazz è spesso scelto dai compositori contemporanei proprio per la sua duttilità.

Non mi resta che concludere questa mia carrellata storica, ringraziando ancora una volta Monsieur Sax per averci regalato uno degli strumenti più geniali dell’epoca moderna!

MARIO MARZI © RIPRODUZIONE RISERVATA

 
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